Thursday, 23 November 2017

C'è qualcosa che non mi torna

Vogliono combattere la sostituzione etnica ma non fanno figli. Vogliono salvare la scuola italiana, ma per chi, dato che non fanno figli da mandare a quella scuola? Siamo una razza che ha perso la spinta necessaria per sopravvivere. E per tale ragione scompariremo. L'unica cosa positiva di questa estinzione è che si perderà anche il patrimonio genetico dell'intellettuale di sinistra, con la sua spocchiosa arroganza di chi è depositario della verità, dell'unica verità.

Wednesday, 22 November 2017

La moralità non è roba per moralisti

Cosa c'è di morale, chiedo io, nel rispettare certi comportamenti quando si è in una posizione tale che ciò non vi costa niente? La moralità, religiosa o laica che sia, non è roba per moralisti. Fatevene una ragione. La moralità non è fatta di principi rigidi a cui aderire alla lettera, quello sarebbe semplicemente un atteggiamento giacobino con un alto rischio di sconfinare nell'ipocrisia. Non è possibile estrapolare un comportamento dal contesto in cui avviene, dalle cause che lo hanno innescato e dalle motivazioni che lo hanno sostenuto. E lungi dal giustificare atti sbagliati che sbagliati rimangono anche quando motivati dalla necessità, tenere di conto tutti questi fattori quando ci apprestiamo a giudicare azioni, nostre od altrui, ci aiuta a guardare alla persona che è dietro quelle azioni e ai perché di quelle azioni. Avete presente la carità, quella cosa senza la quale “anche se parlassimo le lingue degli angeli non saremmo che cembali sonanti”? No, non credo che ce l'abbiate veramente presente. Provate a cercare su Google, perché se non afferrate questo concetto non vedrete mai la bellezza (o la bruttezza) delle persone, ma solo il fango delle loro azioni che ne imbratta il viso. 
(da Una Bimba Speciale)

Tuesday, 21 November 2017

Stalker - or how to get out of the Labyrinth and be happy

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Just out of the Labyrinth we can be happy. But only who is happy can find the Labyrinth's exit.

Stalker is a movie by Andrej Tarkovsky based on the novel Roadside Picnic, written by the brothers Arkadiy and Boris Strugackiy. As it often happens the two works have very little in common. In this case, just the background and the stalker figure, a person who hunts stealthily. The background is a planet Earth visited by some aliens, who came, stayed shortly, and left. Without paying attention to the humankind and littering the land, as we do so often when we stop for a picnic along the road. The stalkers, poachers and smugglers at the same time, get into these littered areas, where access is forbidden and your life is at risk at any step, looking for alien artefacts to sell at the black market, defying the army and the mortal traps spread everywhere along the path. A path coiling on itself, like the path of a Labyrinth, till its end, where the most valuable treasure is, the Golden Sphere. Which is capable, according to who almost got to it, to grant any wish to who gets it first. While the movie is mainly introspective and in slow motion, the novel leaves room for action and the pursuing of the treasure at the centre of the Labyrinth. But one more trap blocks the access to the Golden Sphere, the Grinder, which can't be avoided. There's only a system to pass beyond it, and that's to keep it busy with a victim. The novel's main character fetches a youngster with him, the son of a colleague, and once on sight of the Golden Sphere let him go first. Then, while the Grinder shreds the body of his young journey fellow, he slips through and gets to the treasure, forgetting all his desires, only able to think over and over again "Happiness! Happiness for all!" The same is to get out of the Labyrinth, there's the need of a sacrificial victim to busy the Grinder. But while we slip through the exit we don't think about other people's happiness. We just think about our own happiness.

Stalker - ovvero come uscire dal Labirinto ed essere felici.

No automatic alt text available.

Solo fuori dal Labirinto si può essere felici. Ma solo chi è felice può trovare l'uscita dal Labirinto.

Stalker è un film di Andrej Tarkovsky basato sul romanzo Picnic sul ciglio della strada di Arkadiy e Boris Strugackiy. Come spesso accade le due opere hanno poco in comune, in questo caso rimane solo l'ambientazione e il carattere dello stalker, colui che caccia di nascosto.
Lo scenario è quello di una terra visitata dagli alieni, alieni di passaggio che sono arrivati, si sono fermati per un breve periodo e sono ripartiti. Senza neppure accorgersi della presenza degli esseri umani. O senza dar loro peso. Come noi, quando ci fermiamo per un picnic a bordo strada durante un viaggio, non ci accorgiamo delle formiche e del resto della vita che brulica fra l'erba. Mangiamo, raccogliamo le nostre cose, e spesso abbandoniamo la nostra spazzatura. E così hanno fatto questi alieni, ripartendo hanno abbandonato ciò che a loro non serviva più. In queste aree, a cui accedere è proibito e in cui si rischia la vita ad ogni passo, si addentrano gli stalker, una sorta di cacciatori di tesori e contrabbandieri, alla ricerca di manufatti alieni da rivendere sul mercato nero, sfidando l'esercito e le trappole che si trovano disseminate lungo il sentiero. Un sentiero che si avvolge su se stesso, come in un labirinto, fino al centro dell'area, dove si trova il tesoro più grande di tutti, la Sfera d'Oro, capace, a detta di chi vi è arrivato vicino, di esaudire qualsiasi desiderio di chi lo prenda per primo.
Mentre nel film l'introspezione la fa da padrone ad un rallentatore onirico, nel romanzo c'è posto per più azione e per il tentativo di raggiungere il tesoro che aspetta al centro del labirinto. Ma un'ultima trappola blocca il passo, una trappola chiamata il Tritacarne, che non può essere evitata. C'è solo un modo per passare oltre, tenerla impegnata con una vittima sacrificale. 
Il personaggio della storia porta con sé un giovane, figlio di un collega, ed una volta giunti in vista della Sfera d'Oro lascia che vada avanti. Poi, mentre il Tritacarne fa a pezzi il corpo del suo giovane compagno, passa oltre e raggiunge il tesoro, dimenticandosi di tutti i desideri a cui aveva pensato fino a quel momento, capace solo di ripetere "Felicità! Felicità per tutti!"

E lo stesso per uscire dal Labirinto, serve una vittima da dare in pasto al Tritacarne. Ma tutto ciò che abbiamo in mente nel momento in cui l'uscita dal Labirinto è lì davanti a noi, non è certo la felicità del nostro prossimo. Tutto ciò a cui pensiamo è solo la nostra felicità.

Monday, 20 November 2017

Misogyny in pills 2

Get over it. It's evolution. 😂😂😂
A feminist scholar does a study on what kind of men women find attractive and is hugely disappointed by the result.


Thursday, 16 November 2017

Pet therapy, human therapy

Voi amate gli animali perché siete egoisti. Adorate il vostro cane perché vi ama incondizionatamente, perché non vi costringere a cambiare niente del vostro carattere di merda, perché non chiede che facciate uno sforzo per migliorarvi. Il vostro cane vi ama anche coi vostri difetti, quegli stessi difetti che hanno portato gli esseri umani ad odiarvi. Il vostro cane non vi tradisce come vi hanno tradito gli esseri umani. E come voi avete tradito il vostro prossimo. Perché non crederete mica di essere migliori del vostro prossimo, voi che non volete neppure provare a cambiare voi stessi per aiutare i vostri simili? Voi amate il vostro cane perché l'impegno che richiede da parte vostra è lo stesso che serve per seguire un fottuto corso di yoga.

You love animals because you all are egoists. You adore your dog because it loves you unconditionally, because it doesn't demand you change your shitty character, because it doesn't ask any effort to improve yourselves. Your dog loves you with all your defects, those defects which made other people hate you. Your dog doesn't betray you as people have betrayed you. And as you have betrayed people. Or do you think yourselves better than your neighbours, you who refuse to change anything in yourselves not even to help your own kind? You love your dog because all the commitment you need to put in it is the same you need for attending a fucking yoga course.


Monday, 13 November 2017

Regrets 2


Rimpianti 2


In the temple of love


In the temple of love you hide together
Believing pain and fear outside




With the fire from the fireworks up above me
With a gun for a lover and a shot for the pain at hand
You run for cover in the temple of love 
You run for another but still the same
For the wind will blow my name across this land

In the temple of love you hide together
Believing pain and fear outside
But someone near you rides the weather
And the tears he cried will rain on walls
As wide as lovers eyes

In the temple of love: Shine like thunder
In the temple of love: Cry like rain
In the temple of love: Hear my calling
In the temple of love: Hear my name

And the devil in black dress watches over
My guardian angel walks away
Life is short and love is always over in the morning
Black wind come carry me far away

With the sunlight died and night above me
With a gun for a lover and a shot for the pain inside 

You run for cover in the temple of love
You run for another it's all the same
For the wind will blow and throw your walls aside
With the fire from the fireworks up above 
With a gun for a lover and a shot for the pain

You run for cover in the temple of love
I shine like thunder cry like rain
And the temple grows old and strong
But the wind blows longer cold and long
And the temple of love will fall before
This black wind calls my name to you no more

In the black sky thunder sweeping
Underground and over water 
Sounds of crying weeping will not save
Your faith for bricks and dreams for mortar
All your prayers must seem as nothing
Ninety-six below the wave
When stone is dust and only air remains

In the temple of love: Shine like thunder
In the temple of love: Cry like rain
In the temple of love: Hear the calling
And the temple of love is falling 
Down

In the temple of love: Shine like thunder
In the temple of love: Cry like rain
In the temple of love: Hear my calling
In the temple of love: Hear my name

In the black sky thunder sweeping
Underground and over water 
Sounds of crying weeping will not save
Your faith for bricks and dreams for mortar
All your prayers must seem as nothing
Ninety-six below the wave
When stone is dust and only air remains 
the only haven you can trust

And the devil in black dress watches over
My guardian angel walks away
Life is short and love is always over in the morning
Black wind come carry me far away

With the fire from the fireworks up above
With a gun for a lover and a shot for the pain you

You run for cover in the temple of love
I shine like thunder cry like rain
And the temple grows old and strong
But the wind blows longer cold and long
And the temple of love will fall before
This black wind calls my name to you no more

In the temple of love you hide together
Believing pain and fear outside
But someone near you rides the weather
And the tears he cried will rain on walls
As wide as lovers eyes

In the temple of love: Shine like thunder
In the temple of love: Cry like rain
In the temple of love: Hear the calling
And the temple of love is falling 
Down

Sunday, 12 November 2017

Bound to the past



Come puoi sperare di andare avanti se tutto ciò in cui ti impegni non fa altro che ricordarti dei giorni felici ormai andati? Quando ogni luogo, azione o pensiero, immancabilmente, non fanno altro che riportare alla memoria quei luoghi, quelle azioni e quei pensieri che furono parte della tua vita precedente? Il passato, diventato un luogo preferibile al presente in cui vivere, porta a guardare ad ogni luogo verso cui ci si sposta e ogni relazione umana che si stabilisce cercandovi qualcosa di ciò che si è lasciato dietro di noi. E speri, speri con tutto te stesso di trovare la scintilla, di dimenticarti di ciò che hai perso, di liberarti di quella insoddisfazione che giorno e notte non ti abbandona mai, di imbatterti in qualcosa di nuovo o di ritrovare ciò che avevi. Ma giorno dopo giorno sei sempre più scoraggiato, perché sebbene tu ne nutra ancora la speranza, non riesci più a credere che verrai stupito una volta ancora.


How are you supposed to move on when all that you busy yourself with just reminds you of the joyful days gone? When every place, action or thought, inevitably, just reminds you of places, actions, and thoughts which were part of your previous life? The past time, become a preferable place to dwell in than the present, leads to looking at any place we move to and at any relationship we start looking for something in them reminding of what we have left at our back. And you hope, you hope wholeheartedly of finding the spark, of forgetting what you lost, of shedding that dissatisfaction which never let you free day and night, of chancing upon something new or recovering what you have lost. But day by day you get more disheartened, and even if you keep hoping you're not capable anymore of believing that some way you'll get surprised again.

Let Me Bring You Down 58

I wish I could...


Friday, 10 November 2017

Xenocide

Valentine had long ago observed that in a society that expected chastity and fidelity the adolescents who controlled and channelled their youthful passions were the ones who grow up to be both strong and civilized. Adolescents in such a community who were either too weak to control themselves or too contemptuous of society's norms to try usually ended up being either sheep or wolves - either mindless members of the herd or predators who took what they could and gave nothing. [...] Unlike the sheep and the wolves, they (the controlled ones) perform a better role than the script given them by their inner fears and desires. They act out the script of decency, of self-sacrifice, of public honour - of civilization. And in the pretence, it becomes reality. There really is civilization in human history, thought Valentine, but only because of people like these. The shepherds.

(Xenocide, Orson Scott Card)

Fides



E l'alba si fa piena
Cerca le foglie una ad una.
Non piange per quelle cadute
Ma tutte ricorda per nome.


Dawn comes fully
Looks for the leaves one by one.
Doesn't cry for the shed ones
But remember them all by name.

Wednesday, 8 November 2017

La cultura ha dei begli occhi



Arezzo, Museo Archeologico. Figure rosse su sfondo nero. Luogo e tempo diversi. Immagini simili che sono un richiamo alla stessa origine. Un invito troppo forte per resistergli per me che ormai preferisco vivere nel passato piuttosto che nel presente. Non è che le immagini dei ricordi si sovrappongano allo scenario in cui cammino per renderlo confuso. E' più una questione di sensazioni. E di sentimenti. E' sempre una questione di sentimenti, sentimenti che rendono confuso lo scenario dei miei desideri. Sul cratere di Euphronios, Eracle e Telamone sbaragliano le Amazzoni, figure rosse come rossi sono i sentimenti più accesi.

Londra, British Museum. Altre figure rosse su altri vasi neri, mentre la tua voce mi guida attraverso le sale. Ma il loro rosso non è così acceso, e il nero dei loro sfondi è più denso e profondo. E contro lo sfondo nero della mia confusione è l'Amazzone che sbaraglia con la sua voce i miei sentimenti strettamente imbrigliati.

Cambridge, The Elm Tree. La memoria corre indietro al luogo dove ci siamo incontrati per la prima volta. Cambridge, con i suoi canali percorsi da lente barche dal fondo piatto. Cambridge, con le guglie dei suoi college, dove mi dici che per il bene di tua figlia non hai intenzione di lasciare un uomo che non ami e che non ti appaga come donna. Un matrimonio affrettato perché tuo padre potesse vederti sposata prima di morire e morire felice. Il retrogusto bruciato della ale di un pub inglese si mescola al sapore di bruciato della mia rinuncia: non sono il tipo che cerca compromessi, o che si accontenta di possedere qualcosa solo in parte. O tutto o niente, sono fatto così. Quel giorno avrei lasciato tutto per seguirti, se tu me lo avessi chiesto. E forse me lo avresti chiesto se non avessi posto una barriera fra te e il mio desiderio di averti.

Londra, Shakespeares Head. Un altro balzo in avanti. A quei primi ricordi che il vaso attico ha riportato alla mia mente, a quel giorno a Londra dove ti ho rivista ormai con la consapevolezza di essere circondato da persone prive di sapore. C'è ancora il desiderio, la necessità di avere nella mia vita qualcuno che sia speciale al di là del significato vuoto che oggigiorno viene dato a questa parola. C'è ancora la speranza che tu ne abbia avuto abbastanza di una vita di facciata. Ma nel ricordo sporcato di sentimenti le figure sui vasi sono nere e lo sfondo è rosso. Un'occasione che lascio passare senza il tentativo di coglierla, un pomeriggio in Holborn trascorso a bere in un pub dai grandi spazi, fingendo entrambi di credere ancora che saremmo finiti a letto insieme. Non è forse questo il motivo per cui abbiamo iniziato a frequentarci? Eppure non è ciò di cui abbiamo bisogno: ci siamo incontrati tante volte ma non è mai successo, perché non ci serviva. Ma non permettiamo che tale consapevolezza ci leghi in qualcosa che non vuoi. Mi sono imposto troppe volte nella mia vita, non voglio portare questo fardello una volta ancora.

Roma, Stazione Colosseo. Un altro ricordo, più recente, l'ultimo. A passeggio per i Fori Imperiali, ed ancora la tua voce narrante che fa da filo conduttore ai miei sentimenti contrastanti. Non ci sono figure nere, qui. Lo sfondo al nostro dialogo è di tanti colori. Ti racconto due anni intensi ed inutili in poche frasi, tu mi racconti un unico fatto della tua vita. I colori sanguinano nel nero dei miei sentimenti. E' ciò che succede quando un uomo e una donna passano sufficiente tempo insieme: o arrivano ad odiarsi, o giungono ad amarsi. O a credere di amarsi, ma questo poco importa quando una storia comincia, lo sai bene. Come una di quelle barche dal fondo piatto la corrente ti porta via, mentre la mia rinuncia si risolve in niente, si trasforma in beneficio per un uomo che non conosco. Un uomo che hai incontrato di recente e per il quale lasci tuo marito. Il sapore di bruciato torna sulla mia lingua, come quella sera d'inverno che passammo a bere a Cambridge. Ti guardo, nascondendo ciò che penso in un sorriso, ed in te vedo Clintennestra ed Elettra allo stesso tempo.


L'unico ricordo chiaro, mentre sono solo e in piedi davanti al vaso di Euphronios, è quello dei tuoi occhi. Quegli occhi che ho fotografato a Londra. Tutti gli altri ricordi sono solo rossi e neri confusi, i quali solo a tratti si formano in immagini.

Sunday, 22 October 2017

Misoginia 13

Cazzo! Mi sono dimenticato di prendere le mie pillole e mi è di nuovo salita la misoginia. Ed ora sono qui, seduto a sorseggiare un bicchiere di rosso comprato in vineria, mentre ascolto la pioggia che cade a scrosci, a pensarti. E ti immagino fra qualche anno, tu che hai rotto tutti gli schemi, arrenderti alla biologia. In preda ad una forma lieve di Sindrome dell'Utero Urlante a cui ti opponi ripetendoti che ormai cominci ad avere troppi anni per avere un figlio, quando in realtà è ai problemi che creerebbe al tuo lavoro che pensi. A vivere stabilmente in una di quelle nazioni costruite sull'ipocrisia ma che permettono ai ricercatori di avere una carriera, purché si conformino nel parlare e nel pensare al Pensiero Comune. Non certo sposata, perché nel matrimonio non ci hai mai creduto anche se non hai la più pallida idea di cosa realmente significhi, ma comunque non va di moda e quindi ti sei accomodata in una "relazione stabile"; un ricercatore anche il tuo lui, ovviamente, perché gli interessi comuni sono fondamentali, in una relazione (stabile); con un QI probabilmente un po' più basso del tuo (ma non lo sa), e con una posizione accademica migliore della tua, perché difficilmente puoi trovare un uomo in grado di accettare la tua superiorità. Entrambi troppo impegnati lavorativamente per aver tempo di vivere niente altro che gli eventi di società importanti per la vostra immagine. Ti immagino a ripetere come un mantra che sei finalmente soddisfatta, appagata, quando invece hai solo ripiegato sull'ultima scelta possibile per offrire al mondo la giusta immagine di te, dopo che ti sei resa conto di aver buttato alle ortiche tante possibilità di essere felice.

Spero di sbagliarmi, spero che si tratti solo della misoginia troppo alta che non mi fa funzionare bene il cervello... sai, l'età che avanza, la prostata e tutte quelle menate... perché se veramente dovessi venire mai a sapere che ho visto giusto proverei solo pena per te. E se ti conosco giusto un poco, la pena da parte del tuo prossimo è sempre stato qualcosa che detestavi.

Saturday, 21 October 2017

The malady of reverie 3

Ma c'è qualche differenza fra una bugia ed una verità non detta? Farà alcuna differenza, per te, quando è a te che viene detta o non detta?

Is there any difference between a lie and an unsaid truth? Will it make any difference to you when it's you the one who it's said or not said to?

Friday, 13 October 2017

A window in Nineveh



Seduto alla finestra sul mondo, in compagnia di un gatto e di un libro, ripenso agli ultimi anni della mia vita. Tutto ciò che hanno lasciato sono il ricordo sfocato di baci rubati e carezze regalate; di una collana di perle offerta in cambio di niente e di donne che mi hanno affascinato per poi ritrarsi nel momento in cui il mio interesse si è destato; di uomini la cui amicizia scintillava al pari della brina del primo mattino e come la brina si è sciolta ed è scomparsa al primo calore. Insieme ad una scatola di ricordi, questi anni privi di stabilità hanno lasciato anche un bagaglio di rimpianti.
Pare quasi inutile ogni tentativo di trovare loro un senso, di assegnare loro uno scopo, di comprendere la lezione che dovevano insegnarmi. Come Giona, e forse più di lui, ho resistito alla chiamata di recarmi a Ninive, ma non avendo una balena dentro cui nascondermi ho infine capitolato. Ed eccomi a Ninive. Il problema è che non ho ancora capito perché sono stato richiamato qui.

Sitting at the window on the world, with a cat and a book, I cast back to my last years of life. All they have left is the waning memory of stolen kisses and gifted caresses; a pearl necklace granted for nothing in exchange and women who charmed me then withdrew once my interest aroused; men whose friendship shined like frost in the early morning and like it melted away at the first heat. Together with this box of memories, these roaming years have left me a luggage of regrets. It seems futile any attempt to find a meaning to them, to give them a purpose, to understand the lesson they were supposed to teach me. Like Jonah, and maybe fiercely than him, I withstood the call to Nineveh. But having not a wale to hide inside I finally surrendered. So here I am, in Nineveh. The trouble is I haven't grasped yet the reason I was called back here for.

Saturday, 7 October 2017

The Danger of Post-Modernism 4



Silencing the Lambs 2

L'Occidente è stanco. Stanco e minato dall'egoismo più meschino. Stanco e accecato da un benessere che non gli permette di capire che lo ha già perso. L'Occidente è intriso di bugie e sensi di colpa. L'Occidente ha gettato i suoi valori e perso i suoi ideali. L'Occidente è guidato da traditori e traviato da chi odia più se stesso che il suo nemico. L'Occidente ha perso la speranza, perché credeva di poter vendere come schiavo il suo prossimo e restare impunito. L'Occidente è destinato a cadere. Ma la sua caduta costerà cara ai selvaggi che violano i suoi confini e ai cannibali che si stanno cibando del suo corpo ancora vivo.

The West is exhausted. It's exhausted and undermined by the pettiest selfishness. It's exhausted and blinded by its wealth, which doesn't let it see that it's already lost it. The West is soaked by lies and feeling of guiltiness. The West has forsaken its values and lost its ideals. The West is led by traitors and misguided by people who hate more themselves than their enemies. The West has lost hope because it believed to sell unpunished his neighbour as a slave. The West is doomed to fall. But in its fall, it will take a dear toll from the savages who are trespassing its borders and the cannibals feeding on its still alive body.

Friday, 6 October 2017

Misoginia 12

Tinder Users Have Lower Self-Esteem • Trinity News Daily

In un negozio del mio paese riconosco una tipa con cui avevo fatto il match su Tinder, quasi 10 anni più vecchia di me, e con la quale avevo chattato per un paio di giorni finché aveva smesso di rispondermi. Mi faccio riconoscere, le chiedo come va, facciamo due chiacchiere sul più e sul meno, poi, quando sono in procinto di andarmene lei dice:
-Magari possiamo vederci per un caffè uno di questi giorni.
La guardo pensoso per un attimo e scuoto la testa. -Io mi interesso facilmente delle donne, ma ancor più facilmente perdo interesse. Tu hai perso la tua occasione.- Prendo la busta dei miei acquisti e mi avviò verso l'uscita salutando.
-Bah-, fa lei con sufficienza. -E' pieno di uomini.
-Buon per te-, ribatto guardandola da sopra la spalla, -perché l'orologio ticchetta.
Sono quasi all'uscita quando con tono indignato dice: -Guarda che ticchetta pure per te.
-Vero-, rispondo voltandomi verso di lei. -Ma agli uomini il tempo ruba i desideri, alle donne ruba la possibilità di soddisfare i loro.

Wednesday, 20 September 2017

Shiva

Credo di aver fatto un errore di valutazione. Non eri Vishnu, eri Shiva. Ed ho passato gli ultimi anni nell'attesa che arrivasse la mia distruttrice, quando invece eri già venuta e lasciato rovine al tuo passaggio. Un'attesa inutile, quando invece avrei dovuto spendere quel tempo nella ricostruzione.

I may have done an evaluation mistake. You weren't Vishnu, you were Shiva. And I have spent the last years waiting for my destroyer when you had already come to wreck havoc. A useless wait, when I should have spent my time rebuilding. 

Monday, 18 September 2017

Today as yesterday

“When a man is denied the right to live the life he believes in, he has no choice but to become an outlaw.” ― Nelson Mandela

Well done



When watching reality is beyond your capability.

Sunday, 17 September 2017

Sometimes you lose it all.


Some people lose it all.



Dr. Flynn could have been a very happy wife. Taking the hand of a man she wanted all her life. Work and career came first that year, she wanted respect. But she was easy on the eyes and became the boss's pet. Oh, no no. The choices we make and things we say create the hands of fate. The things she did and words she said drove her man away. She pushed herself ignored her health and began to fall apart. Doomed is the soul who ignores their broken heart. Oh, no no no. Sometimes you lose it all. Some people lose it all. Desperate now for that love she found, but too ill and out of faith. She accepts the hand of a lonely old man who only knows her name. Down she fell to a private hell, the middle where no one dreams. Where beauty and brains are things she will not need. Oh, no no. Entitled girls who ignore the world with lies and make belief, Walk an easy road but wear cowards robes, When they face eternity. Oh, no no no. Sometimes you lose it all. We're all going to fall, But some people lose it all.

I told you a thousand times my dear...


...never to fall in love with a man 
Who's broken beyond all repair




If I told you once
I told you a thousand times my dear
Never to fall in love with a man 
Who drinks from the well of despair

I thought from the very start
I'd made it quite clear I fear
Now you're righteously fucked 
As you swing from the rope 
At the top of the stairs

If I told you once I told you twice
I was held in the grip of incurable vice
Lips turning blue like the shade of your eyes
Limbs shudder and twitch as you met your demise

You must've looked pretty as you stepped off the chair
Pink satin slippers how they danced in the air
Your dainty toes swelled to an alarming degree
Hope you were thinking of me
Hope you were thinking of me
Thinking of me

If I told you twice
I told you two thousand times my dear
Never to fall in love with a man 
Who's broken beyond all repair

I knew from the very start
You'd end up right here so queer
Now you've left me with naught 
But a suicide note and a lock of your hair

If I've mentioned it once I've mentioned it twice
I was bound in the throes of unearthly device
Radiance bloomed as I lay you to rest
Shadows of moonbeam alight in your breast

Deep in the ground where the worms have their feast
At last you can taste an incurable peace
Now that you're dead and you're finally free
Hope you were thinking of me
Hope you were thinking of me
Thinking of me

If I told you thrice
I told you three thousand times my dear
Never to fall in love with a man 
Who'd draw you into his lair

I warned from the very start
The end would be rather severe
Now your screams fall like vaporous 
Stones from your mouth into the night air

One time begat twice, that third time's the charm
Disregard it all lovey, it's signs of alarm
Skin milky white as you lie in repose
Tattered dress stained from the blood I suppose

So hollow and vacant, devoid of all light
Your epitaph written on our wedding night
As your muscles were twitching in their final plea

Hope you were thinking of me
Hope you were thinking of me
Thinking of me

Thinking of me
Thinking of me
Always thinking of me
Just me

In effigy



There's a bunch of keys on the table. There are some cigarettes on the sofa. There's a blood stain on the carpet. And the TV is on.


There's some cash close the keys. There's a wine bottle on the floor. There are two glasses on a tray. And the music softly comes from the TV.


There's a magazine close the cigarettes. There's a woman purse laid on the ground. There's a small, white hand that appears from behind the armchair.


There's the traffic noise getting in through the window. There are the neon lights reflecting in the room. There are people shouting on the road. There's a knife in my grasp.


There's a thick lock of red hair close the hand. There are two green eyes staring wide open. There are many freckles on a little nose. There's her snow white skin.


I didn't do it for love. I didn't do it for hatred. I just did want you to leave forever. But it didn't work.


She has hair as red as yours. She has the skin as white as yours. She has hands as small as yours. But she isn't you.


I did want you leaving my head. I did want you getting lost in the past. I did want to forget you. I did try to kill you in effigy.




In effigie


C'è un mazzo di chiavi sul tavolino. C'è un pacchetto di sigarette sul divano. C'è una macchia di sangue sul tappeto. E la TV è accesa.

Ci sono delle banconote vicino alle chiavi. C'è una bottiglia di vino  sul pavimento. Ci sono due bicchieri su un vassoio. E la musica esce soffusa dalla TV.

C'è una rivista aperta vicino alle sigarette. C'è una borsa da donna in terra. C'è una piccola mano bianca che compare da dietro la poltrona. E la finestra è aperta.

C'è il rumore del traffico che entra dalla finestra. Ci sono le luci dei neon che si riflettono nella stanza. Ci sono persone che gridano in strada. C'è un coltello nel mio pugno.

C'è una folta ciocca di capelli rossi vicino alla mano. Ci sono due occhi verdi sbarrati. Ci sono tante lentiggini su un naso piccolo e all'insù. C'è la sua pelle candida.

Non l'ho fatto per amore. Non l'ho fatto per odio. Volevo solo che te ne andassi per sempre. Ma non ha funzionato.

Lei ha i capelli rossi come i tuoi. Lei ha la pelle candida come la tua. Lei ha le mani piccole come le tue. Ma lei non è te.


Volevo che uscissi dalla mia testa. Volevo che ti perdessi nel passato. Volevo dimenticarti. Ho provato ad ucciderti in effigie.

Tuesday, 29 August 2017

Customer Service 2

Ovvero le disavventure di un gruppo di sudafricani.

Credevate fosse finita? Sbagliavate.
Dopo il problema con l'elettricità alla proprietà occupata dai turisti sud-africani, di cui ho raccontato nel post precedente, ho passato un paio di giorni in uno strano stato. Specialmente la sera, al momento di andare a letto, venivo preso dalla sensazione che mancasse qualcosa. E non riuscivo a capire cosa fosse questo qualcosa. Poi ho realizzato: i sudafricani non mi stavano più chiamando. Che finalmente tutto stesse volgendo per il meglio mi era inconsciamente inconcepibile. Eppure...
Si sono rifatti vivi ieri mattina, ma non per un problema. Mi hanno gentilmente chiesto se potessi prenotare per loro un tavolo al ristorante in paese, cosa che mi ero offerta di fare al loro arrivo sapendo le problematiche che troppo spesso (ma sempre meno, per fortuna) i miei connazionali incontrano quando hanno a che fare con una lingua straniera. Provvedo immediatamente a chiamare il ristorante, fisso un tavolo per sette persone, quattro adulti e tre bambini uno dei quali ha bisogno del seggiolone. Confermo la prenotazione e procedo a fare le mie cose per il resto del giorno.
La notte precedente avevo avuto ospiti (paganti) due francesi di passaggio nel loro viaggio da Firenze a Siena, Luc e la sua fidanzata. Offro loro di cenare insieme, cosa che Luc accetta volentieri, mentre la fidanzata declina per la stanchezza. Io ci metto un risotto col lampredotto e spiedini, Luc una bottiglia di buon vino e del pecorino stagionato. Entrambi mettiamo un fiume di parole, confrontando i sistemi scolastici, burocratici e fiscali delle rispettive nazioni, accompagnando il tutto con svariati bicchierini di liquore al basilico che qualcuno di voi mi ha visto preparare in diretta su Facebook. Per farla breve, sono le 2 di notte passate quando ci convinciamo che è il caso di andare a dormire. Purtroppo l'orologio biologico di un giardiniere è spietato, ed alle 6 e 30 ero già sveglio.
Torniamo a ieri, giornata piena e stancante, ancor di più avendo poche ore di sonno alle spalle. Prima delle 10 sono già a letto e le numerose sirene che sento andare e venire non mi scuotono più di tanto. Cado profondamente addormentato.
Mi sveglia il telefono. Lo afferro quando già ha smesso di suonare, ricordo di altri tempi, anni ormai passati in cui suonava tutte le notti. Dieci minuti a mezzanotte, sono i sud-africani. Che cavolo è successo? Ci sono anche dei messaggi su Whatsapp: ...eravamo al ristorante... non possiamo tornare a casa a causa del fuoco... ci puoi indicare un posto dove passare la notte?
Fuoco? Un incendio? Ecco cos'erano tutte quelle sirene. Li richiamo. Dove siete? Davanti alla chiesa dove ci siamo incontrati la prima volta. Sarò lì in quindici minuti. Mi vesto, salto in macchina e li raggiungo. La montagna è a fuoco, con fiamme che si sono allargate in due diverse direzioni e che in alcuni punti sono alte molti metri. Le strade sono state bloccate dalla polizia, i pompieri e l'ex comunità montana sono al lavoro per contenere l'incendio non essendoci alcuna possibilità di spengerlo, i droni mandati a monitorare sono respinti dalle colonne di aria calda.
Beh, questa vacanza non ve la scorderete di certo. Poco ma sicuro! Ci dispiace darti tutti questi problemi, ma senza di te non avremmo saputo come fare. No problem. Anzi, so che non dovrei dirlo, ma io mi sto divertendo un sacco. Vediamo di trovarvi un letto, adesso.
L'agriturismo che avevo contattato quando minacciavano di andarsene fa al caso nostro. Telefono e verifico la disponibilità di posti letto. Ci sono, quindi faccio loro strada fino al posto, anche questo ben in alto su un altro versante montano lungo una strada immersa nel bosco. Arriviamo, si registrano (meno male che due di loro avevano la patente con sé), le camere vengono preparate e i bambini messi a letto. Noi rimaniamo a guardare l'incendio, che sembra andare a morire più di una volta per poi tornare ad esplodere in vampate gigantesche ancora ed ancora. Ci beviamo una birra (non ho capito se offerta dalla ragazza dell'agriturismo o dal sud-africano), si parla di come l'Inghilterra tratta gli stranieri (membri del Commonwealth sì, ma fanno sputare sangue pure a loro con tutta una serie di regole kafkiane su residenza, conto bancario e permesso di lavoro risolvibili solo infrangendo le regole), poi me ne torno a casa. E' l'1 e 18. E stamattina sono dovuto andare a vedere se la strada di casa loro era stata riaperta, perché partono questa notte e devono recuperare i passaporti e il resto delle loro cose. La strada è sgombra, vado a comunicarglielo, un'ultima chiacchiera, un ultimo ringraziamento e poi addio. Fate un buon viaggio di rientro. Io starò le ultime ore con le dita incrociate.


Ah! Ho avuto notizie dei tipi che cercavano il tedesco. I miei ospiti li hanno incontrati al ristorante. Dopo quattro giorni non hanno ancora visto il proprietario di casa, anche se almeno hanno trovato la casa, presidiata dalla madre, ed hanno un posto dove dormire. I lupi non li hanno presi, e Italia batte Germania 2 a 0.