Monday, 29 December 2014

It was our own fault that we couldn't stand our ground



It was our own fault that we couldn't stand our ground
the eternal winter is near
a million lives just wiped away without a sound
leaving a dead world in fear

no need to run, we're just waiting for someone
no eyes to see what we have become

WE SHOULD DIE FOR THE THINGS WE BELIEVE IN
BUT LIVE OUR LIVES IN THE DARK, SELF-DECEIVING
IN THE SNOW, ALL THE WORLD THAT WE KNEW IS ICE
...and so we are: COLD, DEAD AND GONE
SHINE A LIGHT TILL THE NIGHT SKY IS BURNING
WOLVES ARE HOWNLING AND FORTUNE IS TURNING
BUT OUR HEARTS AND THE WORDS THAT WE SAY ARE ICE
...and so we are: COLD, DEAD AND GONE .

betrayed by greed and pride we stumbled through the dark
confusing blind men with kings
how can we ignite the flame while missing the true spark
or have we reached the end of things?

no need to run, we're just waiting for someone
no eyes to see what we have become

WE SHOULD DIE FOR THE THINGS WE BELIEVE IN
BUT LIVE OUR LIVES IN THE DARK, SELF-DECEIVING
IN THE SNOW, ALL THE WORLD THAT WE KNEW IS ICE
...and so we are: COLD, DEAD AND GONE
SHINE A LIGHT TILL THE NIGHT SKY IS BURNING
WOLVES ARE HOWNLING AND FORTUNE IS TURNING
BUT OUR HEARTS AND THE WORDS THAT WE SAY ARE ICE
...and so we are: COLD, DEAD AND GONE

The Year of the Maverick

The two moons fighting each other for the last three years in my alternative world's sky are disappeared, letting the Zodiac's constellations to shine brighter then ever in guiding my steps. The first constellation named the Year of the Bear, worn on stealthily chewing over unexpected and misunderstood events. Then the Year of the Wolf came, along with a Winter one year long: it was an year of struggles, to bring under control too many things threatening to become lose cannons. Paid the exorbitant price asked just to have the right in trying to have a normal life, the Year of the Dragon arrived. Because “the dragons do not do, the dragons are”, and I wanted to be what I am, determined to adapt the environment to me instead that adapting myself to the environment, as always it had been before. But during the Spring of its year, Saint George came to slain the dragon, and Ascalon, blood stained blade, cut a new line I had to cross.
The Year of the Dragon has ended before its time, followed by months of limbo. Now that the planet's revolution is about its end, a new constellation is rising in the sky to dim its sisters and take over the vault, the battlefield which sees no winner. 2015 will be the Year of the Maverick, animal which has neither brand nor owner, which has neither pack nor mate. Everyone able to catch him can brand him, him has no kin to back him on the fight or helping on the hunt, but him is free of compulsions and doesn't comply with rules dictated by someone else. He is allowed on paths where the pack cannot walk and travels to places which nobody else reaches.
Hail the advent of the Year of the Maverick and let's see where it will lead.

Le due lune del mio mondo alternativo sono fuggite dal cielo che le ha viste protagoniste in lotta fra loro per tre anni, lasciando le costellazioni del suo Zodiaco a risplendere piu' luminose che mai nel guidare i miei passi. La prima costellazione dette il nome all'Anno dell'Orso, trascorso in sordina, a “ruminare” eventi inattesi ed incompresi; quindi fu l'Anno del Lupo, arrivato con un inverno lungo un anno, un anno di lotte per riportare sotto controllo troppe cose che minacciavano di disperdersi come schegge impazzite. Pagato l'esoso prezzo richiesto solo per avere il diritto di tentare di avere una vita normale, giunse l'Anno del Drago. Perche' i “draghi non fanno, i draghi sono”, ed io volevo essere cio' che sono, ero deciso ad adattare l'ambiente a me e non io ad adattarmi all'ambiente, cosi' come sempre era stato. Ma nella primavera del suo anno San Giorgio giunse ad uccidere il drago, ed Ascalon, lama bagnata di sangue, segno' un nuovo confine da superare.
L'Anno del Drago e' finito anzitempo, seguito da mesi di limbo, ed ora che la rivoluzione del pianeta volge nuovamente al termine, una nuova costellazione sta sorgendo nel cielo ad offuscare le sorelle e prendere possesso di quella volta che e' stata campo di una guerra senza vinti ne' vincitori. Il 2015 sara' l'Anno del Maverick, animale senza marchio ne' padrone, senza branco ne' compagna. Chiunque ne sia capace puo' catturarlo e marchiarlo, non ha i suoi simili a spalleggiarlo nelle lotte o ad aiutarlo nella caccia, ma e' privo di costrizioni e non segue regole imposte da altri. Puo' percorrere sentieri dove il branco non puo' avventurarsi e cio' gli consente di visitare luoghi dove nessun altro giunge.
Salutiamo l'avvento dell'Anno del Maverick e vediamo dove ci portera'.



And we don't give a damn about the love we lost...

...  We don't give a damn about the dreams we cost 



"No Love"
Love don't love you
Love just haunts your world 
20 years ago you tried to take my eyes
Thought you loved the world 
And I believed the lies

No love 
There's no love at all today
No love 

Well we've crossed a million lines 
And we've lost a million times 
And the disrespect we've earned 
Is the disrespect we've learned 
And we don't give a damn about the love we lost 
We don't give a damn about the dreams we cost 
And on and on and on we go no love

Peace don't live in you
These things are slowly beating through
20 years ago began an odyssey 
20 years ago began the birth of me

No love 
There's no love at all today
No love 

Well we've crossed a million lines 
And we've lost a million times 
And the disrespect we've earned 
Is the disrespect we've learned 
And we don't give a damn about the love we lost 
We don't give a damn about the dreams we cost 
And on and on and on we go no love

I can see you laughing 
You love harassing
The pain you cause me
I don't think you'll know

Well we've crossed a million lines 
And we've lost a million times 
And the disrespect we've earned 
Is the disrespect we've learned 
And we don't give a damn about the love we lost 
We don't give a damn about the dreams we cost 
And on and on and on we go no love

Sunday, 28 December 2014

La magia delle parole

 Sai che la tua magia sta nelle parole. Nelle tue parole risiede la tua capacita' di affascinare le persone, di farti amare, di far sognare gli altri, dar loro sollievo o dolore. Ma per dare questo potere alle tue parole le devi infondere con cio' di tuo che e' piu' intimo. Quindi ti protendi al tuo interno, scendi verso il tuo cuore sepolto in profondita', e li' prendi a piene mani per poi cominciare a raccontare. Racconti le tue paure, racconti le tue gioie; racconti i tuoi luoghi, la tua storia, i tuoi dolori. Racconti di cio' che hai amato, racconti la tua vita. Parli di quando camminavi nel bosco, per poi rimanere immobile nel silenzio a contemplare il tappeto colorato di funghi tutto intorno a te che si distendeva in ogni direzione. Parli dell'esplosione di colori che trasformava gli alberi in autunno, o dell'inverno e di un paesaggio bianco in cui stormi di uccellini colorati venivano a mangiare il pane che lasciavi loro nella neve. Descrivi i sapori dei cibi che andavi a trovare nelle piccole fattorie, descrivi il piacere che provavi nel fare il pane in casa, o lo yogurt, o i vasetti di funghi sottolio. Narri dei lavori che facevi per ristrutturare quella casa nel bosco, lavorando il suo legno e la sua pietra, legame fra te e quella terra a cui sebbene nato su un suolo differente sentivi ormai di appartenere. In quel suolo pensavi che saresti stato sepolto.
E mentre narri senti che hai il pubblico sotto controllo. Lo capisci da come ti guardano in silenzio, lo percepisci nel cambio del loro respiro. Li vedi rilassarsi e sognare, e diventare parte come te di quella terra, di quel racconto. Anche se solo per un momento. Hai condiviso te stesso, hai dato loro qualcosa di bello, e sai di avere adempiuto al tuo scopo. Cio' che loro non vedono e' cio' che tutto cio' costa a te. Ogni parola, ogni memoria, ogni sentimento ed ogni emozione che hai dato loro attraverso i tuoi racconti e' uno strappo da cui la tua carne comincia a sanguinare, e' un dolore che ti consuma nel profondo. Perche' sai che tutto cio' e' perduto, e' qualcosa a cui non potrai mai tornare, e che se anche ci ritornassi lo troveresti diverso, ostile, un luogo avvelenato, che non ti accetterebbe piu'.
Con questa consapevolezza, dove puoi trovare sollievo? Come puo' il tuo animo non essere venato di tristezza? Quella vena di tristezza e' sempre li': ora solo un filamento che nessuno nota, ora un fiume ingrossato dalla piena che trabocca dai tuoi occhi. E' un gusto amaro che non abbandona mai la tua bocca: non importa quanto dolci siano le gioie che assapori, sai che sempre, alla fine, quell'amaro risalira' alla tua lingua. E chi lo vede non capisce, o non vuole capire, o non sa come capire. Ne e' offeso. La tua tristezza e' un insulto, e' la prova che tu ancora vivi nel passato, vivi per qualcun altro, e' il tuo rifiuto ad essere felice. E' come se, dopo aver perso l'uso delle gambe in un incidente, ti accusassero di rifiutarti di correre insieme. Non ha senso, ma e' cio' che succede. La tua magia e' ancora li', ma adesso e' dolore cio' che dispensa. Ed allora lasci che le accuse siano deposte dinanzi a te, ti lasci mettere alla barra, chini il capo ed accetti che la vergogna sia messa come un manto sulle tue spalle, una vergogna che non ritieni di meritare. Ma ci deve sempre essere un colpevole, quindi perche' non tu? Lasci che dicano, e non ribatti piu'. Chi non vuole capire non capira' mai.
Adamo perse stupidamente il diritto a vivere nell'Eden. Ne fu scacciato, il ritorno gli fu precluso. Riesci ad immaginare il suo stato d'animo nel constatare che tutti i suoi sforzi non erano piu' sufficienti per ottenere qualcosa che fosse altrettanto soddisfacente? Coltivava la terra, ma i frutti che ne ricavava non avevano lo stesso sapore. Creava artefatti con le sue mani, ma non erano piu' perfetti. Dormiva, ma non riposava. Mangiava, ma non era mai sazio. Contemplava l'orizzonte, ma quella bellezza non era pari a cio' che ammirava dall'alto dell'Eden. L'insoddisfazione era un verme che lo scavava dentro. Che forse amo' meno sua moglie per questo motivo? O prese in odio i suoi figli? Smise forse di tentare, rinuncio' a vivere? Ma come poteva essere pienamente felice, col Monte dell'Eden a stagliarsi sopra di lui, memento di cio' che aveva avuto e che aveva perso?
Camminerai verso luoghi in cui non troverai vera soddisfazione, le tue mani si adopereranno nel costruire cio' che non puo' durare. Cosa vuoi che sia se un amore che credevi dolce si e' scoperto amaro, se una persona rifiuta di confortarti? Quanto male in piu' puo' farti il sapere che non ci sara' mai piu' un luogo in cui ti sentirai a casa? Puo' forse un rifiuto a starti vicino essere ferita peggiore di quelle che la tua memoria ti infligge? In tutto questo sei ancora capace di amare, di gustare cio' che e' buono, di apprezzare la bellezza. Sei ancora capace di andare avanti anche se sai che non c'e' un dove andare, non per te, ma sai che incontrerai qualcuno che avra' bisogno di appoggiarsi a te. La tua magia e' li' per quelle persone, che restino con te a lungo o solo per un momento. Vai avanti e cerchi solo conforti temporanei, raccogli cio' che trovi lungo la via e ne trai quanta soddisfazione ti e' possibile, perche' cio' di cui sei capace non bastera' mai: chi dice di volerti stare vicino guardera' sempre a cio' di cui non sei piu' capace.


High quality bullshit


Wednesday, 24 December 2014

Pensieri natalizi




In un'officina meccanica di San Polo in Chianti, alle 19:00 circa di un giorno infrasettimanale, mentre io e un altro uomo aspettiamo che la sua 500 che ci ha lasciati a piedi venga riparata.

Meccanico: Posso avere una sigaretta?
Altro uomo: Certo. Ma sono senza filtro.
Meccanico: Come disse il prete: fumare una sigaretta col filtro e' come leccare la fica con le mutande.
Io (dopo alcuni secondi di sbigottimento): Come disse il PRETE?!?
Meccanico: Certo! E che prete! Fece a coltellate con un altro uomo  per una donna!

#storievere


Sputare i peli e' la parte migliore del sesso orale.

Provavo a spiegarlo ad un paio di amiche ieri sera durante una pizzata, ma non credo di avere avuto molto successo. Che ci volete fare, tutta pelata mi fa senso, sembra quella di una bambina.

#nomoreshavedpussies


Questo Natale guardate un film porno. Non guardate il Re dei Re, non insegnate la violenza ai vostri bambini. In un film porno l'uomo mette un cuscino sotto il culo della sua bella, tutti godono, il film finisce in gloria e sono tutti contenti.

#merryfuckingchristmas

Sunday, 21 December 2014

Aristos



Tre sistemi a confronto: Regno Unito, Unione Europea ed Italia.

I governi, se durano, tendono in modo sempre crescente ad assumere forme aristocratiche. Non si e' mai saputo, nella storia, di un governo che abbia saputo evitare questo modello. E man mano l'aristocrazia si sviluppa, il governo tende sempre piu' ad agire esclusivamente nell'interesse della classe dirigente... sia che questa classe sia una monarchia ereditaria, o un impero finanziario oligarchico, o una burocrazia cristallizzata.

-La politica come fenomeno ripetitivo: Manuale
d'addestramento del Bene Gesserit

I buoni governi non sono mai resi tali dalle leggi, ma dalle qualita' personali di coloro che governano. La macchina del governo e' sempre subordinata alla volonta' di coloro che amministrano la macchina stessa. Percio', per un governo, la cosa piu' importante e' il modo in cui si scelgono i capi.

-Leggi e Governo: Manuale della Gilda Spaziale


Cio' che voi del direttorato CHOAM sembrate incapaci di capire e' che raramente potete trovare vera lealta' nel commercio... Gli uomini devono voler fare cose che vengono dal loro intimo piu' profondo. Le persone, non le organizzazioni commerciali o le catene di comando, sono cio' che fanno crescere le grandi civilta'; ogni civilta' dipende dalla qualita' degli individui che essa stessa produce. Se voi organizzate eccessivamente gli umani, li imprigionate in un eccesso di legalizzazione, sopprimete la loro aspirazione alla grandezza - non possono crescere e la loro civilta' collassa.

-Frank Herbert, I figli di Dune

L'educazione dell'uomo prima del sistema legale, le scuole prima delle organizzazioni commerciali.


Comparing three different systems: United Kingdom, European Union and Italy.

Governments, if they endure, always tend increasingly toward aristocratic forms. No government in history has been known to evade this pattern. And as the aristocracy develops, government tends more and more to act exclusively in the interest of the ruling class - whether that class be hereditary royalty, oligarchs of financial empires, or entrenched bureaucracy.

-The Politics as repetitive phenomenon: Training
Handbook of the Bene Gesserit

Good government never depends upon laws, but upon the personal qualities of those who govern. The machinery of government is always subordinate to the will of those who administer that machinery. The most important element of government, therefore, is the method of choosing leaders.

-Laws and Government: Handbook of the Spacing Guild

What you of the CHOAM directorate seem unable to understand is that you seldom find real loyalties in commerce... Men must want to do things of their own innermost drives. People, not commercial organisations or chains of command, are what make great civilizations work, every civilization depends upon the quality of the individuals it produces. If you over-organize humans, over-legalize them, suppress their urge to greatness - they cannot work and their civilization collapses.

-Frank Herbert, Children of Dune

People education before legal system, schools before commercial organizations.



Saturday, 20 December 2014

Island of light


Don’t you recognize your voice in our coven’s song?
Don´t you know it´s not the music? - you have danced along
See the moon riding the tide, the reflection swims
As the ice begins to melt, we see a form within...


"Islands Of Light"
Running in the darkness, rolling back in time
Following the voices howling in your mind
Under you the frozen lake crackles till you halt
When the frosty mirror breaks, will you hear the call

Come admit your secret plan to make it to the top
Hear the sirens as they sing till the day you drop

Fall through the ice, into my eyes
Islands of light guide you tonight

Drowning in your daydreams, hiding in your bed
They keep on complaining, it´s all in your head
Come admit your secret plan to make it to the top
Hear the sirens as they sing till the day you drop

Fall through the ice, into my eyes
Islands of light guide you tonight

Fall through the ice, into my eyes
Islands of light guide you tonight

Don’t you recognize your voice in our coven’s song?
Don´t you know it´s not the music? - you have danced along
See the moon riding the tide, the reflection swims
As the ice begins to melt, we see a form within

Fall through the ice, into my eyes
Islands of light guide you tonight

Fall through the ice, into my eyes
Islands of light guide you tonight



Let Me Bring You Down 2





Let Me Bring You Down

Unfortunately for you...




...you don't have such a sat-nav to avoid me.

Sunday, 14 December 2014

Well, I'm back


Teorema si', Teorema no

Ma la smetti di paragonarmi alla canzone Teorema? No, quello che ho detto io non coincide affatto con Teorema. Ho detto no. Quale parte della parola "no" non hai capito? Mai detto che una donna va trattata male per farsi amare. Anche se ho visto moltissimi casi in cui le cose stanno proprio cosi'. Eh, si' vabbe'... Certo, certo... No,no. Mica ti sto assecondando. No, che non ti assecondo. Non ho detto che hai ragione. Ti ho detto che mi hai rotto i coglioni. Tu e tutte quelle prima di te che mi hanno detto la stessa cosa. Io non tratto ne' trattero' male una donna che sta con me. Io dico che una relazione con una donna non vale lo sforzo che richiede. Perche' tanto una donna se ne andra' comunque, che tu la tratti bene o che tu la tratti male. Cambiando l'ordine dei fattori il risultato non cambia, giusto per rimanere in matematica. Si', lo so. Sono passato dalla geometria all'algebra, smetti di rompere il cazzo ed ascolta. Voi siete fatte cosi': non riuscite a rimanere, non per vostra scelta. Lo fate solo se siete legate, forzate in qualche modo. Paura, figli, benessere, stile di vita... ogni donna e' diversa e necessita di un guinzaglio diverso. Io una donna al guinzaglio non la voglio, ma neanche voglio consumarmi in un'altra relazione a tempo determinato. Quindi non offro ne' chiedo legami. Non piu'. No, guarda. Sbagli pure in questo. Al cuore si comanda eccome. E voi siete maestre. E' che, siccome vi piace complicarvi la vita, lo fate al contrario e decidete di innamorarvi del piu' stronzo testa di cazzo idiota figlio di puttana che capiti ad incrociarvi per strada.  Ah! Ma per favore! Devo ricordarti la storiella che mi hai raccontato neanche due ore fa? Quella sulla tua ultima relazione? Non farmela commentare, per favore. Guarda, ti do ragione solo su una cosa: sono un uomo ferito. Mai nascosta la cosa, ne' avrebbe senso provare a farlo tanto e' visibile. E so benissimo che prima o poi ci ricaschero'. No, e' semplicemente quello di cui ho bisogno. Ma non cambia niente di cio' che ho detto fin'ora: non vale la fatica richiesta ma ci ricaschero'. Ma non qui e non ora.


Post scriptum: questa conversazione non e' mai avvenuta, per lo meno non nei termini in cui l'ho messa per iscritto. Il post e' il frutto di un patchwork, della cucitura di domande e risposte avute e date in diverse conversazioni con diverse persone e spesso domanda e risposta non erano neanche correlate come lo sono nel post. Percio', se una qualunque delle mie lettrici dovesse riconoscersi in parte del post, sappia che non sto riportando la conversazione che ho avuto con lei ma che tale conversazione, insieme ad altre, e' solo servita da ispirazione. Ergo, non mi venga a rompere le palle. Grazie :)

I'm bulletproof, nothing to lose

Fire away. I don't care.



                                                                            "Titanium"
                                                                               (feat. Sia)

[Sia:]
You shout it out
But I can't hear a word you say
I'm talking loud not saying much
I'm criticized
But all your bullets ricochet
Shoot me down, but I get up

I'm bulletproof, nothing to lose
Fire away, fire away
Ricochet, you take your aim
Fire away, fire away

[Chorus:]
You shoot me down but I won't fall
I am titanium
You shoot me down but I won't fall
I am titanium

[Sia:]
Cut me down
But it's you who'll have further to fall
Ghost town and haunted love
Raise your voice, sticks and stones may break my bones
I'm talking loud not saying much

I'm bulletproof, nothing to lose
Fire away, fire away
Ricochet, you take your aim
Fire away, fire away

[Chorus:]
You shoot me down but I won't fall
I am titanium
You shoot me down but I won't fall
I am titanium
I am titanium
I am titanium

[Sia:]
Stone-hard, machine gun
Firing at the ones who run
Stone-hard as bulletproof glass

[Chorus:]
You shoot me down but I won't fall
I am titanium
You shoot me down but I won't fall
I am titanium
You shoot me down but I won't fall
I am titanium
You shoot me down but I won't fall
I am titanium
I am titanium

Wednesday, 10 December 2014

Metropoli Farneticante 4

 Iliana camminava per le vie della Metropoli. Le luci della festa e quelle dei negozi aggredivano i suoi occhi, le voci della folla e le sirene delle ambulanze aggredivano il suo udito. La sua mente vacillava, stanca. Eppure ho dormito... Non sapeva piu' se era in un sogno o se era sveglia. La fiumana di gente intorno a lei rideva, urlava, gioiva, scherzava... ma i loro volti erano solo maschere bianche e inespressive ai suoi occhi. Vuoti, vuoti... siete tutti vuoti! Voleva gridarlo, ma sapeva che sarebbe stata presa per pazza. L'avrebbero portata via, non avrebbe rivisto piu' i suoi bambini.
Si fermo' a guardare dentro una vetrina. Non vedeva niente. La stanchezza la rodeva dentro: non una stanchezza fisica, non stanchezza del corpo. Una debolezza che non la lasciava mai, come se qualcosa succhiasse le sue forze, cosi' come una sanguisuga succhia sangue. Nel vetro del negozio le luci si riflettevano sfocate, i riflessi dei volti alle sue spalle passavano sgranati e veloci. Doveva andare a casa, farsi una doccia per togliersi di dosso l'odore di un' umanita' poco pulita, l'odore del suo supervisore che ad ogni occasione le si strusciava addosso. Mangiare qualcosa... cosa? Devo fermarmi a comprare del cibo... Mettere a letto i bambini, dormire. La notte sarebbe passata veloce come un respiro, nessun profumo da trattenere nei suoi polmoni, solo odori vagamente nauseanti. Poi in piedi di nuovo, prima dell'alba, nel freddo, per andare a lavoro in una citta' che tossiva, tirava su col naso, strisciava i piedi.
Cosa c'era in quella vetrina? Perche' mi sono fermata a guardare? Un volto era riflesso nel vetro, occhi grandi e sgranati, pieni di una lucida follia, la bocca volgare aperta in una risata oscena a mostrare denti appuntiti. Spaventata, Iliana si volto' di scatto. Nessuno le stava alle spalle, solo la folla che passava indifferente. Torno' a guardare la vetrina, e quello sguardo maligno era li' che la fissava. Con un brivido parti' quasi di corsa verso la stazione, fra spintoni, indifferenza, solitudine, alienazione.
Il vagone del treno era freddo, sebbene stipato di uomini e donne di tante razze diverse che ne consumavano l'ossigeno. Rattrappita nel sedile di fondo Iliana rabbrividi', scossa da cosa neanche lo sapeva. Gli altri viaggiatori erano anonimi, isolati e incomprensibili, circondati da muri invisibili e prigionieri di se' stessi. Il rumore del treno, il grido dell'aria compressa fra le carrozze lanciate ad alta velocita' e la volta del tunnel erano un nuovo attacco alle sue riserve fisiche gia' misere. E mescolato a tutti gli altri rumori, cosi' vaga e frammentata che doveva essere solo frutto di immaginazione, una risata. Un cacchinno selvaggio, demente, osceno. “Chi sei? Cosa vuoi?” ripeteva Iliana sottovoce. Nessuno poteva sentirla, nel rumore del viaggio. Qualcuno fissava le sue labbra che si muovevano incessantemente. Sei pazza, dicevano gli occhi di quelle persone. Non voglio avere niente a che fare con te, dicevano gli occhi di quegli estranei. La risata continuava a risuonare nel fondo delle sue orecchie.
Poi un breve tragitto a piedi dalla stazione a casa, passando davanti ad un muro coperto da un graffito: Mangia. Dormi. Lavora. Ripeti. Strade sporche, vento gelido e umido, alberi deturpati, ubriachi e sguardi cattivi come solo gli uomini sanno essere cattivi quando sono di fronte ad una donna. Un poco di felicita' stanca al rientro a casa, una casa priva di tepore, nei saluti e negli abbracci dei bambini. Il cibo da comprare dimenticato ma troppa la stanchezza per uscire e tornare indietro. Una cena preparata con cio' che rimaneva in dispensa, i bambini stanchi e spenti. Poi nel letto, sotto coperte umide, nel buio ma non nel silenzio. Urla nella casa accanto, sirene della polizia, un grattare di piccole zampe dentro i muri vuoti, un litigio in strada. Vetri in frantumi. Il sonno che stenta, tenuto a bada da dolori in tutti i muscoli. Ed ancora quella risata, trattenuta, non piu' sguaiata, quasi a non volerla disturbare. Motivo per cui Iliana la trovava ora ancor piu' spaventosa di quando era sul treno.
“Chi sei? Cosa vuoi?” Domande piagnucolate a fil di labbra mentre scivolava nel sonno.
Io sono il motore di questa citta'...
“Lasciami dormire... Vai via...”
Una risata divertita. Io non ti lascero' mai, non potrai mai separarmi da te.
Iliana sprofondo' in un sonno popolato di incubi. Persone senza volto la spintonavano per strada, volti cattivi ridevano di lei dalle vetrine dei negozi. Mangia. Dormi. Lavora. Ripeti. Risata demente. Mangia. Dormi. Lavora. Ripeti. E la sveglia, impietosa. Senso di nausea, acqua fredda sul viso, un conato di vomito ed un brivido di freddo. Un biglietto per i bambini. Poi fuori nel buio umido a stomaco vuoto, diretta a passo spedito verso la stazione.
Iliana si immobilizzo' quando una figura si materializzo' da dietro un albero. Cammina, ordino' la voce nel suo cervello. Farai tardi al lavoro, aggiunse in tono derisorio. Iliana riprese a camminare, rigida. La figura prese a camminarle a fianco.
-Chi sei?
Uno sguardo di sguincio, piu' percepito che visto, uno sguardo di stupore divertito. Davvero vuoi saperlo? Le persone non vogliono mai vedermi. Quando strappo loro tutto cio' che hanno, voltano la testa dalla parte opposta. Anche mentre divoro la loro anima, parlano a voce piu' alta e guardano fisso davanti a loro, cosi' da poter fingere che non sta accadendo. Sei sicura che vuoi sapere chi sono?
-Chi sei?- Un tremito nella voce, un groppo in gola, mentre camminava rigida fissando davanti a se'.
Sono il motore di questa Metropoli. Sono il tuo padrone.
Un sospiro di soddisfazione.
Ora che sai chi sono, ti diro' chi sei tu.
Un brivido gelido percorse la schiena di Iliana.
Tu sei niente. Sei la mia schiava. Sei carburante per il motore. Divorero' la tua anima, poi ti gettero'. E dopo la tua, divorero' le anime dei tuoi figli.
Lacrime... calde... Che strano, penso' Iliana, qualcosa di caldo... scorsero giu' lungo le sue guance. Giunsero insipide sulle labbra. Quando ero bambina le mie lacrime erano piu' salate...
-Io volevo solo essere felice...- gemette Iliana, sempre camminando verso la stazione, la voce rotta dai singhiozzi. -Volevo... solo... essere felice...
Felice? Quale assurdita'! Tu non sei qui per essere felice. La voce tacque e la figura a fianco di Iliana scomparve.


Nelle viscere della Metropoli il Demone rideva, una risata che corse lungo tutti i tunnel, portata lontano dai treni stipati di corpi. Dall'alto delle sue torri sormontate di gru, i suoi occhi osservavano Iliana compiere il suo tragitto fino alla stazione. Mangia. Dormi. Lavora. Ripeti. Neanche uno sguardo di sfuggita per il graffito. E il Demone rise. Rise delle lacrime di Iliana, rise della stanchezza che la mordeva dentro. Rise della sua disperazione. Della sua sconfitta.

Sunday, 7 December 2014

Thursday, 4 December 2014

The screams all sound the same

Maybe, if I had hung around,
she would have stopped to listen
to the old voice in her mind...



...but she watched me disappear
and now it's over and buried with our past.

Wednesday, 3 December 2014

Ma Kafka era inglese?

Tutti i fatti raccontati in questo post sono frutto di fantasia. Ogni riferimento a persone, fatti e luoghi realmente esistiti o accaduti e' puramente casuale.

La burocrazia britannica e' alquanto particolare. Fortunatamente e' poca. Non oso immaginare come sarebbe la vita qui se avessero la burocrazia italiana...

Dicevo che e' poca. E' poca nel bene e nel male, ed essendo poca ha anche meno occasioni di fare danno, ma quando fa danno e' purtroppo veloce. Alcune stranezze saltano subito all'occhio, se si presta un minimo di attenzione. Per esempio, non potete fare la library card se non portate una proof of address. E fin qui non si puo' che convenire che sia giusto. Pero', per cio' che riguarda la tua auto, puoi comunicare al DVLA l'indirizzo che vuoi senza fornire nessuna prova, basta che tu sia in grado di ritirare la posta che ti spediscono una tantum. E cosi', per esempio, se sei un muratore rumeno che sta ristrutturando una casa vuota puoi fornire quell'indirizzo al DVLA e le multe che prenderai parcheggiando in divieto di sosta arriveranno a me che quella casa l'ho affittata 6 mesi dopo il completamento dei lavori. Eh, dira' qualcuno, ma tutte a te capitano? Che volete che vi dica? Saro' sfortunato, e' il karma che mi si rivolta contro, l'universo che cerca di eliminare un elemento anomalo.

Allora, situazioni del genere ce ne sono varie. In genere le case ereditano i debiti, quindi attenti voi che state per comprare. Controllate bene, perche' non ci sono notai che verificano che tutto sia in regola. Lo so, lo so...magari lo facessero. Qualcuno lo fa, o almeno lo ha fatto per me. Ma torniamo a noi. Il sistema delle proof of address non e' che funzioni tanto bene, ormai e' lampante: di sicuro non e' facile trovarne un altro in una citta' dove la gente si sposta cosi' velocemente, dove tanti non hanno un permesso di soggiorno, dove i locali spesso non hanno neanche documenti di identita', ma qualcosa si potrebbe escogitare, magari usando il NIN e il bank account e legando le persone a queste due cose. Giusto per smettere di rompere i coglioni a tenants ignari ed impedire ai landlords che se ne sono fregati di tutte le leggi per anni e anni di sbarazzarsi dei problemi vendendo la casa. Ma fin tanto che i soldi continuano ad affluire a sufficienza, che vuoi che gliene freghi dell' evasione fiscale?

Veniamo al caso specifico che vi volevo raccontare. Il mio landlord mi avvisa, alcuni mesi fa, che cambiera' la council tax a suo nome, dato che necessita di rinnovare il landlease della casa e in questo modo ritiene che avrebbe meno problemi. Vabbe', faccio io, la cifra da pagare rimarra' la stessa... se si tratta solo del tempo necessario a rinnovare il lease, fai pure. Ma avvisami prima. Certo certo, te lo faccio sapere in anticipo. Sto cazzo. Un giorno mi arriva un sms che mi avvisa che dall'inizio del mese precedente la council tax non era piu' a nome mio. Il che significa che io non ho piu' accesso ai servizi del council. Per esempio, se ho un ingombrante di cui sbarazzarmi, l'unico modo per farlo e' di gettarlo per strada. Come fa meta' della popolazione di quest'area. Che siano tutti non registrati alla council tax? Che strano... Come metodo per contrastare l'evasione fiscale non e' che sia proprio efficace, anche perche' avere dei camion con personale addetti a girare le strade solo per raccogliere la spazzatura gettata abusivamente, in addizione a quelli che vanno a raccogliere gli ingombranti su regolare prenotazione di chi paga la council tax, non e' che faccia abbassare le spese. E cosi' puo' succedere che se al piano sopra al tuo entrano dei nuovi inquilini che si sbarazzano dei vecchi materassi e sedie e altre cianfrusaglie, inquilini che non sono registrati alla council tax, e loro buttano tutto nel cortiletto di fronte casa, e questo succede mentre tu non sei registrato alla council tax, e gli spazzini si incazzano perche' devono girare intorno al mucchio per tirare fuori i bidoni della spazzatura e segnalano la cosa, puo' succedere che arrivi una lettera indirizzata al tuo landlord che minaccia una multa di 1000£ se non rimuove tutto immediatamente. Ma al tuo landlord basta dire che non l'ha messa lui, quella spazzatura, e cosi' stai con dei materassi in fase di macerazione davanti casa per un periodo cosi' lungo che il giorno che questi finalmente spariscono il tuo coinquilino non riconosce la casa ed arriva fino alla fine della strada prima di capire che l'ha passata. Cosa? Come sono spariti i materassi? Mah, non so come, non so quando, sono finiti in strada e qualcuno li ha raccolti.

E adesso veniamo al punto. La nuova council tax bill tarda ad arrivare. Lo dico al landlord che dice di aspettare. Infine la lettera arriva e il nome e'... chi cazzo e' questo qui?! Chiamo il landlord e gli dico che hanno sbagliato ad intestare la council tax, lui passa da casa mia, gli do la lettera e lui dice che si informera'. Per un po' non lo sento piu', fino a stasera, quando si presenta dicendo che c'e' la council tax da pagare. Ok, dov'e' il problema? Un bailiff si e' presentato a casa mia perche' la council tax non e' stata pagata. E mi spiega usando delle note che lui ha scritto su un foglietto. Leggo, e vedo che il periodo incriminato, quello per cui non avremmo pagato la council tax il cui avviso di pagamento non abbiamo mai ricevuto, va dal primo giugno fino al 24. Mmmh, per poco piu' di 20 giorni con la mora e le spese chiedono una cifra che corrisponde alla meta' della tassa annuale? Non male. Come? Hai gia' pagato? Qui la council tax bill non e' mai arrivata, come non e' mai arrivato nessun sollecito di pagamento. Li hanno mandati a casa tua? No. E com'e' che il bailiff e' venuto direttamente a casa tua? Non lo so. Deve essere legato all'errore di nome. Ti ricordi la lettera col nome sbagliato che ti ho dato? Si'. Hai detto al council dell'errore? No. Bravo. E la lettera ce l'hai ancora? No, devo averla buttata via. Really clever. Hai provato a parlare con quelli del council? Non ti dicono niente se non e' intestato a te. Er... what do you mean? La council tax e' intestata a te. Era. Era? Qualcuno ha detto al council di essere il nuovo proprietario della casa e si e' anche fatto intestare la council tax.
...
...
...

Qualcuno di voi non ci crede. Lo capisco dalle espressioni che state facendo mentre leggete. Eppure e' tutto vero. E il landlord vorrebbe indietro da me i soldi che ha pagato al bailiff. Quindi sabato faro' un viaggetto al council, per assicurarmi che tutto sia in regola per il tempo in cui "ho vissuto qui" e la council tax era registrata a mio nome. Per il resto dovra' sbrigarsela il landlord, dato che "non ti dicono niente se non e' intestato a te", cominciando col dimostrare che e' lui il vero proprietario. Quello che non capisco, pero', e' che qualcuno ha potuto dire di essere il proprietario con una semplice telefonata, mentre lui deve dimostrare che non e' vero spedendo i documenti di proprieta'. Spedendo si', perche' gli uffici pubblici non hanno sportelli per queste cose. I contatti coi cittadini sono ridotti ai minimi termini. Si fa tutto su internet o per posta. Per posta quando si devono spedire dei documenti in originale. E se le poste di Sua Maesta' sono famose per la loro efficienza, e' anche vero che sono da poco state privatizzate. Quanto ci metteranno prima di cominciare a perdersi i documenti?

Aggiornamento del 4 dicembre

Mi sono fatto un viaggetto agli uffici del customer service del council, giusto per avere chiara la mia posizione debitoria. Ovviamente non esiste uno sportello dove posso parlare del mio problema, devo usare uno dei loro telefoni e parlare con l'impiegata seduta chissa' dove. Magari in una stanza al piano di sopra, ma non lo si puo' sapere. Se dovessi arrabbiarmi e dare di matto basta chiudere la comunicazione. Non che sia cosa che faccio, ma a volte guardare in cagnesco qualcuno rafforza la risoluzione dell'altra persona ad aiutarti. Comunque e' tutto okay: sono addirittura in credito. Quando arrivo' la fattura della chiusura del mio account, fra la piccola che se ne stava andando di casa e il mio "moving out", avevo altre cose per la testa che pensare a comprendere la fattura appieno. La scritta in fondo che diceva "No other payment is needed" mi e' bastata ed avanzata. A questo punto il mio landlord si attacca e si dara' una mossa per risolvere i problemi in cui si e' ficcato per ignavia,mentre io aspetto l'accredito sul mio conto bancario.

Resta l'assurdita' di come sia possibile che qualcuno diventi "proprietario" di casa tua con una semplice telefonata.

Sunday, 30 November 2014

Sunday, 23 November 2014

Hang drum with celtic harp








Who can stand?



A poem by William Blake

O for a voice like thunder, and a tongue
To drown the throat of war! - When the senses
Are shaken, and the soul is driven to madness
Who can stand? When the souls of the oppressed

Fight in the troubled air that rages, who can stand?
When the whirlwind of fury comes from the
 Throne of God, when the frowns of his countenance
                                             Drive the nations together, who can stand?

When Sin claps his broad wings over the battle,
And sails rejoicing in the flood of Death;
When souls are torn to everlasting fire,
And fiends of Hell rejoice upon the stain.

O who can stand? O who hath caused this?
O who can answer at the throne of God?
The Kings and Nobles of the Land have done it!
Hear it not, Heaven, thy Ministers have done it!

When the sweetest days are those you just spent

Quando sai che i tuoi giorni migliori sono quelli gia' spesi, quando nessun sapore potra' eguagliare i profumi che hai gia' provato, non ti resta che guardarti indietro e... e cosa? Piangere su cio' che e' stato e mai piu' sara'? Spargere amarezza su giorni che potrebbero comunque essere felici, avvelenare un amore che e' comunque tutto cio' di cui hai bisogno? Eppure, per quanto tu ci possa provare, per quanto tu lo possa volere, come puoi fare a non perderti con lo sguardo nei paesaggi della memoria? Come puoi evitare che la tua voce tremi quando i sentimenti andati ti accarezzano leggeri la nuca? E come puoi chiedere che qualcuno condivida con te la certezza che non sara' mai capace di darti le stesse sensazioni? 

When you well know that your best days are those you just spent, when no other taste will match those scents you just tried, all you can do is to look back and... and what? Weeping on what has been and never will be again? Shedding bitterness all upon days which could be happy? Poisoning
a love that all in all is everything
you need? And yet, for how much you can try, for how bad you want it, how can you avoid to lose your gaze on the memory's landscapes? How can you make your voice not falter when the gone sentiments touch lightly the back of your neck? And how can you ask that someone would share with you the certainty that she will never be able to give you the same feelings?

Thursday, 20 November 2014

Quattro risate sul sesso

E' indubbio che uomini e donne hanno una diversa visione di come affrontare un problema...
 ...ma chissà perché le donne riescono sempre a farci passare dalla parte del torto. Anche quando le cose sono evidenti.


Sarà per questo che i ruoli si sono un po' 
confusi negli ultimi tempi?


E la cosa potrebbe portare sgradevoli sorprese...



Il motivo per cui metto le lenti a contatto.


Signore, quando raggiungiamo una certa età 
dovete avere un po' di pazienza 
ed essere pronte a darci una mano. 
Anche due. 
E non solo.



Mai stato interessato ad essere il primo...

...mi sarei accontentato di essere l'ultimo.

Sunday, 16 November 2014

Welcome to London

Benvenuti nella Metropoli Farneticante, una lurida città dalla faccia pulita. Tutto ciò che interessa a
Londra è il business, ne lubrifica gli ingranaggi con l' alcol e ne scarica le tensioni col sesso. Luoghi, lavori, persone, qui tutto è temporaneo. Ti svegli al mattino in un luogo diverso da quello in cui ti sei addormentato la sera prima, ed intorno a te solo volti sconosciuti. Sii pronto a ricominciare dal principio innumerevoli volte, e sappi che esistono innumerevoli Londre, e non sarai tu a decidere in quale abitare.


Welcome to the Raving Metropolis, a filthy city with a clean face. All that London is interested in is business, it lures the gears with alcohol and unwinds from its stress with sex. Places, jobs, people, everything is temporary here. Waking up in a different place than the place you went to sleep the evening before, you see just unknown faces all around you. Be ready to start from the beginning again and again, and you have to know that innumerable Londons exist, and it will not be you who decide which you'll live in.

Wednesday, 12 November 2014

Gli intellettuali di Newham

Benvenuti ad Upton Park, Newham, cuore del Londonistan. Il luogo dove non si muove foglia che il paki non voglia. E' il luogo dove le donne non possono lamentarsi che non guardi i loro occhi, anche perché è l'unica cosa visibile sotto il loro niqab. Dove al mattino andando a prendere la tube fai lo slalom fra gli scaracchi che adornano i marciapiedi e il salto ad ostacoli coi materassi e mobili abbandonati per strada nottetempo. Dove quando passi davanti ad una macelleria devi trattenere il respiro se non vuoi rischiare di vomitare e dove la sera fai la strada dalla stazione a casa affiancato ad uno che si raschia letteralmente i polmoni per tirare su tutti i catarri (rischiando ancora di vomitare). Dove l'aria profuma di marjuana (quando non è esplosa la fogna, altrimenti il profumo è un altro) e le single moms vanno ad aprire allo spacciatore vestendo solo una vestaglia e col bimbetto di due anni che le segue. E' uno dei borough più poveri di Londra, ed ovviamente ha la più alta concentrazione di betting shops (ben 82, e poi c'è chi ancora si ostina a dire che lavorare per le aziende di scommesse non è moralmente deplorevole).
    Ma Upton Park è anche, sorprendentemente, sede di un nutrito gruppo di raffinati intellettuali, di menti fine e creative, luci in questo mare di mer... di oscurità dell'animo. Li puoi trovare riuniti alla biblioteca locale, centro culturale dalle inaspettate sfaccettature. Entrando nell'edificio lo troverete affollato di agili menti intente a sviluppare un futuro migliore per l'intera razza umana. Ignorate le cartacce e confezioni di junk food abbandonate sotto la fila dei computer, ed osservate invece la fila di utenti concentrati sugli schermi. Bambini neri che giocano ai videogame, indiani che guardano foto di modelle su Google Images, teenagers che guardano videoclip musicali nonostante tutti i computer siano sprovvisti di scheda audio.
     Dopo esservi riempiti gli occhi di questa scena meravigliosa, voltatevi verso l'area lettura, quel gruppetto di poltroncine e tavolini sistemati davanti alla vetrina della biblioteca. Lì vedrete altre menti eccelse, alcune veramente giovani, così giovani che stanno ancora nelle carrozzine. Ma non hanno bisogno delle madri ad accudirle, queste giovani menti, così le anche giovani madri possono dedicarsi senza preoccupazioni allo shopping. Sì, avete capito bene: bambini e carrozzini sono parcheggiati nella biblioteca mentre le madri vanno per negozi. Ed è già un miglioramento rispetto a poco tempo fa, quando il bambino in carrozzina veniva lasciato sul marciapiede e neanche davanti al negozio in cui la madre entrava. Avreste dovuto vedere le facce dei due poliziotti che fecero la scoperta che poi pose fine alla pratica, lo sconcerto totale: uno dei due disse all'altro di fare la guardia alla carrozzella mentre lui entrava in tutti i negozi per cercare la madre snaturata. Non sarebbe neanche sorprendente se la madre fosse stata nel primo negozio visitato ed avesse ignorato le domande del poliziotto: le paki hanno una capacità unica di non percepire l'esistenza di qualcosa di cui non vogliono interessarsi.
      Oltre ai bimbi in carrozzella, troverete anche un nutrito gruppo di vecchietti, immersi nella lettura dei quotidiani locali o, i più ardimentosi, in quella della pagina 3 di The Sun. E spesso, ma non sempre, troverete un barbone che viene a passare i pomeriggi dormendo su una delle poltroncine, fin quando alle 5 e 30, avvicinandosi l'orario di chiusura, un giannizzero in gonnella di 150 chili lo scuote dolcemente come uno scuotitore meccanico fa con un albero di olive e gli dice senza parafrasare che "sa a leva' dar cazzo, pecché stamo a chiude!"
      Però, il mercoledì pomeriggio la biblioteca organizza partite di scacchi (con risultati che potete provare ad immaginare ma che non arriveranno neanche vicini alla realtà), ed il giovedì pomeriggio si riunisce il circolo culturale che legge e commenta i quotidiani. In particolare pagine 3 di The Sun. Sono delle belle iniziative, in fondo in fondo, no?